LA SERA DI SERA

E’ quando la luce vacilla

e va via

che arrivano gli altri colori.

Tornano a grumi i ricordi

come collane delle altre vite

che io ho finto di dimenticare.

Si riflettono in questa,

danzano sui miei capelli,

mi trascinano, timido, in un ballo

pubblico

sotto gli occhi di spettatori

diversamente interessati.

A volte rovescio il capo all’indietro

e mi concedo.

Allora è bellissimo,

i cieli, le strade, le stagioni,

i visi e le parole, mi sfondano

il cuore

senza farmi male.
Allora io sono vero, senza luci di scena

falsi eroismi, concrete paure.

Sono quel che mia madre ama e teme io sia:

un lucido errore che riconosce se stesso.

Aspetto che gli astri terminino

il loro ciclo, domattina non potrò dire di aver sognato

non riesco mai a dividere esattamente

i sogni dalla realtà,

l’oggi da ieri,

i miei occhi stanchi dai miei piedi

di bambino.
E’ di sera che il quadro si compone

ed io che sono malato

alzo il viso verso l’eco delle mie ombre

in direzione del mio respiro lontano.

UN ITALIANO SICILIANO

Qualche tempo fa, poco prima di chiudere definitivamente Il mio vecchio e amatissimo Omologazione non richiesta, avevo affermato con convinzione di voler scrivere d’ora in poi solo di ciò che, immodestamente, ritenevo conoscere bene: mi ero riproposto insomma di centrare cuore e intelletto sulla mia terra, la Sicilia. Avevo alle spalle un esercito di convinzioni ( non solo mie) radicate nella cultura di questa nazione e fuori di essa che l’Isola fosse un luogo privilegiato per tutto quello che riguardasse arte e spiritualità umana. L’esperienza di Blog di questi ultimi anni mi ha fatto duramente scontrare con una realtà ben diversa: avevo da sempre sentito alcune forti remore a considerare i siciliani e la loro terra come parte integrante a buon diritto del corpo sano di questa nazione. Erano miasmi più o meno forti che a seconda dei casi si rendevano evidenti in certi contesti politico-sociali. Poi si diradavano e sembrava che il concetto più alto e nobile di un Italia e di un Sud eguali nelle prospettive civiche e intellettuali avesse il sopravvento. Ma mi sbagliavo! Anzi continuo a sbagliarmi: la gran parte degli Italiani che vivono sopra la linea gotica continua ad immaginare e pensare ad una Sicilia inutile, arcaica, sottosviluppata in tutti i sensi, una sorta di palla al piede senza speranza. In genere non manifesto mai un orgoglio smaccato per il mio essere siciliano: lo considero un atteggiamento provinciale e ridicolo.Ho sempre creduto che tra persone di un certo livello le istanze di uguaglianza e di “primi inter pares” non dovessero neanche essere accennate. Anche in questo evidentemente mi sbagliavo e sinceramente, al punto in cui sono, non mi interessa più nemmeno analizzare il perchè e il percome di questo imbarazzante dato di fatto: la Sicilia è fuori da tutto ciò che è Europa, progresso sociale ed economico, essa è esattamente al punto zero del 1860. Ferma ad un disperato bisogno di strutture, denaro e prospettive lavorative: un carro fatiscente e grottesco trainato da un nord sempre più stanco di averci a che fare. Basterebbe pensare ai mesi da poco trascorsi che ci dividono da quell’anno in cui tutti avremmo dovuto guardarci in faccia a centocinquantanni dall’unità nazionale. Tutti ipocriti nelle alte sfere, tutti fondamentalmente assenti ai piani più bassi della Repubblica; di fatto tutti praticamente assenti da un concetto di unità più ampio e storicamente dignitoso, tutti rivolti verso il proprio microambiente sociale, culturale ed economico al di fuori del quale sembra impossibile provare battiti di sincera condivisione. Proverò a raccontarvi di tanto in tanto perchè ho deciso se non di ribaltare ( ce ne sarebbero le premesse) almeno di affermare con acceso e aggressivo orgoglio perchè mi sento onorato e fortunato ad esser nato al di là dello Stretto. A SUD DEL SUD

Latifondi dell’anima

Oltre un certo limite la vita acquista un sapore diverso e più ampio, si ridefiniscono i contorni del senso di vivere e della gioia che è insita in esso, anche le parole sono diverse e suonano un’armonia che è giusto incontrare lungo il proprio percorso.Adesso che l’estate pian piano sfiorisce e la sua essenza permane sempre più forte come l’impressione di una parola inespressa, adesso che il tempo seguirà percorsi più lenti, adesso è l’ora di sedersi a guardare il nuovo giro del sole.All’inizio non la cerchi, non la vuoi e te la senti lo stesso sulle spalle: sta lì, sale e scende, ogni tanto ci discuti anche. Quando il modo cambia non te ne accorgi quasi mai perchè è un gesto subdolo e lento, possono trascorrere anni e tu ci sei dentro, parli con te stesso e credi di farlo con altri ma giri in tondo. E ti abitui a considerare il rumore di fondo della vita che ti scorre accanto come un’articolata discussione; invece è solitudine e si è impossessata di te. Gli spazi che cerco hanno un timbro inconfondibile: mi attraversano e ricompongono le mie fibre ad un nuovo avvenire. Sono i latifondi dell’anima.

VIVO!

Io da qui ci passo spesso, questo è ancora un luogo vivo. Che non abbia alcune delle cose che normalmente fanno di un blog un soggetto attraente e di tendenza sinceramente mi pare risibile. Questo blog è vivo come lo sono ancora io: vengo qui ne sfoglio le pagine, le rileggo ( così eventualmente correggo gli errori di battitura o altro che qualche giudiziosa maestrina demodè mi fa notare sorvolando ovviamente sulla sostanza del discorso) …ascolto la musica. Mi piace tanto, lo trovo bello il mio blog e non mi nascondo dietro un dito. Mail- commenti ne arrivano pochissimi, lo davo per scontato, do per scontate così tante cose! Passo anni a capovolgere le prospettive, poi vengo regolarmente smentito dall’evidenza. Voi non sapete dove navigo in rete, non avete idea di quanti luoghi lontanissimi da questo io visiti, cittadelle arroccate ognuna sul proprio cocuzzolo a dominare i poveri servi della gleba là sotto; alternative le chiamano, altri stati d’ansia li chiamo io, pronti a blaterare di un mondo e di un’umanità che semplicemente non esiste. Io sono vivo, mi arrovello nell’illusione di leggere qualcosa di nuovo, cerco l’uovo di Colombo ma trovo solo uova strapazzate o in camicia, già cucinate e così non capisco più nulla. Trovo anche blog scritti benissimo i cui titolari sono, se fosse possibile, ancora più insopportabili di me, torno sulle pagine dei miei contatti storici…AGONIZZANO. Beh farò anch’io la stessa fine contrariamente alla mia voglia di vivere che cresce ogni giorno di più. Leggo le ALTRE sponde di questo web ridicolo e in gran parte starnazzante: avrei voglia di partecipare ma so bene che il grande orecchio ci ascolta e prende nota, di qualsiasi cosa, di qualsiasi opinione e stila elenchi e si prepara in tempo per il nuovo tempo. Idioti! Siamo una banda di idioti governati da una oligarchia di curiosissimi semidei intenti solo a conservare il loro Olimpo. Noi d’altro canto siamo bravissimi nell’aiutarli, i latini dicevano ” divide et impera”, così passiamo il tempo a litigare tra noi a sbatterci in faccia le nostre mal coltivate ideologie come merluzzi puzzolenti, lo facciamo tutti me compreso, lo fanno anche i guru di destra di sinistra di lato e di sotto. QUELLI DI SOPRA ci guardano e ridono. Non scrivo di politica ma la conosco bene, non scrivo di storia perchè ho la sensazione che in rete la conoscano pochissimi e che non interessi a nessuno, molto meglio raccontare ad libitum le proprie fornicazioni sessuali, domestiche, lavorative ( tranquilli signori miei manca poco e di lavorativo resterà quasi niente con buona pace di Vendola e Berlusconi e compiacimento di altri di cui non conosciamo nemmeno il nome). Io sono vivo, in alcuni post ho lasciato i VECCHI commenti perchè gratificano il mio ego, perchè erano utili alla comprensione del testo o perchè erano più belli del mio testo!Voglio segnalarvi il blog di EKALIX perchè è veramente unico per sintassi e per capacità di smuovere il cervello: è anche uno dei blog con meno commenti che io abbia mai conosciuto ( comincerò davvero a pensare che tale fatto sia un’inequivocabile prova della sua buona qualità). EURIDICE invece raccogli un buon numero di consensi ( molto elitari e sempre dai soliti); scrive bene, è sintetica ma fa parte, essendosi autoeletta, della sparuta schiera degli Dei dell’olimpo, schiera di cui io non faccio parte e mai ne farò. Alcuni post sono gemme assolute ma devi chiudere il naso all’odore arrogante dei post adiacenti: la questione è questa in poche parole, cercare la perfezione è saggio pensare di esserne latori da idioti. Il web è pieno zeppo di presuntuosi perchè è l’umanità in toto a presumere, ad ergersi a giudice assoluto e non richiesto dell’altro, a ritenersi sopratutto portatore di una civiltà superiore che per divina origine può fare quel che vuole delle altre. Io non dico queste cose per dare come si suol dire, un colpo al cerchio e uno alla botte, constato semplicemente che l’uso di questo mezzo è continuamente rovinato dai nostri vizi e dalle nostre piccolezze. Un tempo ormai lontano pensavo di essere qualcuno: coltivai per anni il mio bagaglio per mantenere tale privilegio. E’ una minchiata! Oltrepassata una certa soglia siamo tutti meravigliosamente diseguali e sullo stesso piano come prospettive, solo la consapevolezza di ciò fa la differenza. Si può scriverne, raccontarlo, metterci impegno…sorriderne magari, sono vivo per ora, quando morirò lo capirete e capirete il resto. Dopo purtroppo. Ssa binidica. NB – Il blog di Ekalix è sparito da più di un anno, inghiottito dalla rete come miliardi di altri, svanito per sempre. Un altra lapide nel cimitero della memoria.

L’ULTIMO CONFINE

L’ultimo confine registrato nella mente

non fu compreso dal cuore.

Non c’è un finis terrae, da lì in poi inizia

un’altra storia.

Il Capo in fondo alla mia Isola guarda un continente

a due passi da qui,

le correnti non hanno soste o identità.

Non hanno tempo.

Quando sono finito vengo qui

a interrogare i miei voluti equivoci

e la risposta è sempre identica

Fatti trasportare dal vento con una penna

e dei fogli in tasca,

non conosci la spiaggia che ti attende

ma lei conosce te.

DINOSAURI –

Ricordare bene e con attenzione perchè il tempo trascorso è tale e tanto da sfidare le capacità della mia mente a non farsi travolgere dai miraggi e dalle illusioni. Questa stanza e questa città sono tutt’altra cosa dalla storia che voglio raccontare, sono la valle solitaria e lontana dove lascerò le mie ossa, il cimitero dove finiscono i dinosauri come me orgogliosi fino in fondo della loro inevitabile immanenza. Palermo fu altra cosa e mi bastonò per bene. Catania mi guarda impassibile, forse vuole benevolmente evitare d’uccidere un uomo morto. Comunque e dovunque io sono sempre stato invischiato in cento problemi, legato fino in fondo ai miei errori , alle mie debolezze , alle vittorie effimere colpevolmente scambiate per trionfi dorati. E finalmente capisco dove sono giunto stasera e perchè la sensazione del tempo ora ha questo sapore speciale: sono alla prima stazione dell’inventario della mia esistenza. Per qualche tempo il treno si fermerà qui, non so quando ripartirà ma in fondo non mi dispiace.

ABOUT –

Ero magro come un grissino, il viso pieno di lentiggini come zia Marianna, rossiccio di pelo e gli occhi cerulei sempre un po’ persi altrove. Cominciavo a tenere la penna in mano e non sapevo dove mi avrebbe portato. Anche oggi immagino, sogno ad occhi aperti, poi scrivo, cerco di trasportare la metafisica sul fisico della pagina bianca. Immagino infine la vostra lettura e, in mancanza di commenti, questa operazione torna ad essere metafisica. Questa è la scrittura: un volo immaginario. Questo sono io, l’immagine di un racconto non terminato.